Coppia….questa sconosciuta

Coppia….questa sconosciuta

Quanto difficile è stare in coppia.

Non è una domanda, come vedete, è un’affermazione. Sono molti gli aspetti difficili nella vita, fare coppia e rimanere in coppia è uno tra i più difficili. Anzi, il mondo delle relazioni è una parte vitale della nostra vita, importante, indispensabile e allo stesso tempo così impegnativo e spigoloso da farci optare, sempre più spesso, di rimanere soli. Ma lungi da me pensare che questa sia la soluzione. Come in tutte le cose, anche nei rapporti umani esiste la formula del “non evitare”, non allontanarsi dalle relazioni, siano esse amicali o sentimentali, perché così facendo sempre più complesse diventeranno. Allora l’unica cosa che possiamo fare è cercare di capire cosa rende così difficile per ognuno di noi stare in coppia; quanto l’accettare compromessi ci disturba e perché; cosa significhi per noi supportare, sostenere e prendersi cura; se nella bilancia che abbiamo sempre a disposizione cerchiamo ogni giorno il peso in eccesso o in difetto; che disponibilità ci sia in noi di metterci in discussione e riflettere, non sull’altro e il suo cambiamento, ma su se stessi e il proprio cambiamento.

Gli esperti, alcuni almeno, hanno individuato tre aree sensibili dalle quali nascono e si strutturano, se debitamente sollecitate, la maggior parte delle crisi di coppia.

Al primo posto troviamo la “violazione del contratto iniziale” di coppia. Un contratto implicito, che nasce da bisogni irrisolti che ognuno di noi si trascina dalla famiglia d’origine, e che “magicamente” trovano soddisfazione, per un attimo, nell’incontro con l’altro. Sono bisogni profondi di cura e sostegno che hanno a che fare con le relazioni precedenti e soprattutto con il legame di attaccamento e cura che abbiamo vissuto nella nostra famiglia d’origine. Questi contratti, dei quali non siamo assolutamente consapevoli,  possono fisiologicamente evolvere in qualcosa di più adattivo fornendo via via, modi più maturi di risposta ai bisogni di dare e ricevere; ma possono anche rimanere tali e quali, non evolvere, bloccati in una dimensione che poteva soddisfare in un certo momento della relazione ma che poi diventa “stantia”, non più adattiva e funzionale alle nuove richieste di uno o di entrambi i membri di una coppia. Sono dimensioni bloccate, che diventano gabbie per alcuni e presidi di salvezza per altri a seconda del ruolo che i partner hanno assunto nella relazione fin dall’inizio.

Al secondo posto troviamo la difficoltà di uno o entrambi i partner di “uscire” dalla famiglia di origine, mantenendo con la stessa un legame fatto di lealtà nascoste che inevitabilmente mantengono una sorta di dipendenza emotiva e minacciano pesantemente l’autonomia e il rapporto a due. Molte persone non hanno lasciato veramente il padre e la madre e sono ancorati alla condizione primaria di “figli”, vivendo un rapporto di coppia immaturo e foriero di difficoltà anche gravi.

La terza area sensibile è legata al grado di autonomia e crescita personale che ogni partner può portare avanti sbilanciando in questo modo l’equilibrio di coppia. Può succedere infatti che un solo membro della coppia cresca personalmente, per maturazione individuale, adottando anche comportamenti di autonomia inattesi per il partner e considerati estranei, non accettati e alla fine insopportabili.

A tutto ciò, dobbiamo aggiungere tutte quelle situazioni che in qualche modo agiscono come facilitatori di un disagio, al di là delle fisiologiche dinamiche comuni nelle coppie; forti stress che sconvolgono la vita individuale e che non possono non incidere sulla coppia: perdita del lavoro, malattie invalidanti, lutti, tracolli economici, catastrofi naturali, sono eventi che mettono a dura prova ogni relazione, anche la più solida.

Ho cercato di elencare i punti sensibili che spesso sono alla base delle crisi di coppia. Non sono assoluti. Non vanno presi come verità unica e imprescindibile. Per fortuna ci sono coppie che trovano equilibri propri anche se appaiono insolite e strane; ve ne sono altre che sembrano avere ogni area funzionante, ma che stanno male e chiedono aiuto. La domanda che ognuno di noi si deve porre però è quanto la relazione che stiamo vivendo, in questo momento della nostra vita, sia costruttiva, evolva verso un qualcosa anche se indefinito, o sia bloccata, ferma in una dimensione senza tempo, visto come sono tristi, disperati e rabbiosi eppure al contempo avviluppati, senza idee ed energie per uscire dalle difficoltà, i membri di alcune coppie.

 



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